Cimicifuga: contro i disturbi della menopausa


cimicifuga e menopausa

Che cos’è la Cimicifuga racemosa rizoma?

La Cimicifuga racemosa è una pianta che appartiene al genere delle Ranunculaceae. Originaria degli Stati Uniti e della costa orientale del Canada, è un arbusto erbaceo perenne che può arrivare fino ai due metri di altezza. Le foglie sono grandi e seghettate e il rizoma, la parte più ricca di principi attivi, è sodo e nodoso. Durante l’estate la pianta viene ricoperta da piccoli fiori bianchi la cui forma ricorda quella di una candela. L’intenso profumo emanato dai petali allontana gli insetti e in particolar modo le cimici: da questa caratteristica deriva il nome della pianta.

La Cimicifuga ha conosciuto sorti alterne nel corso dei decenni. Utilizzata sin dall’antichità per curare i morsi dei serpenti ma anche l’artrite, è stata spesso oggetto di discussione per la sua capacità di prendersi cura della donna in uno dei periodi più delicati della sua vita: la menopausa. Oggi la comunità scientifica è concorde nell’affermare che questa specie vegetale rappresenta uno degli alleati più efficaci ma anche sicuri per combattere i disturbi tipici del climaterio.

A cosa serve la Cimicifuga

La medicina cinese utilizzava questa pianta per curare le infiammazioni, gli spasmi muscolo-scheletrici ma anche le patologie a carico dei reni. Furono i nativi americani però a scoprire che la radice e i fiori essiccati di Cimicifuga svolgevano un’azione calmante e lenitiva nei confronti dei crampi uterini, del caldo improvviso e immotivato che turbava le donne, rivelandosi un valido alleato per combattere il nervosismo e l’irritabilità.

Nonostante un’iniziale diffidenza, la pianta entra a far parte della farmacopea statunitense intorno alla prima metà dell’Ottocento anche se i medici americani erano soliti prescrivere la radice di “Black Snakeroot” soltanto come efficace rimedio per i reumatismi e le turbe del sistema nervoso. Nel continente europeo questa specie vegetale non suscita nessun interesse fino alla fine degli anni Cinquanta, quando in Germania inizia la commercializzazione dell’estratto secco, ritenuto un rimedio valido ed efficace per ridurre i sintomi della menopausa: un’indicazione che, qualche decennio dopo, suscita l’interesse della comunità scientifica.

Uno studio del 2010 condotto su un campione di 120 donne ha dimostrato che il cocktail di principi attivi contenuti nella Cimicifuga svolge un’azione simile a quella della fluoxetina senza però i tipici effetti collaterali del noto antidepressivo. Ulteriori analisi hanno confermato che questa pianta esplica un’azione molto importante nei confronti dei sintomi vasomotori tipici del climaterio: l’assunzione regolare, secondo i ricercatori, può ridurre fino al 30% le vampate di calore e la sudorazione notturna.

La Cimicifuga contiene un importante mix di principi attivi: glicosidi triterpenici, tannini, acidi grassi, fenolici, alcune resine e l’acido salicilico, un antidolorifico naturale. Da un punto di vista strettamente chimico, queste sostanze si legano agli oppioidi endogeni presenti naturalmente nell’organismo umano. Questa caratteristica conferisce all’estratto secco un notevole effetto analgesico che si rivela, come vedremo, particolarmente importante per curare alcuni disturbi della menopausa. I principi attivi inoltre svolgono un effetto positivo sul metabolismo ormonale femminile e sono di norma ben tollerati in quanto possiedono una struttura chimica completamente diversa dagli estrogeni femminili. Questa caratteristica è molto importante perché non provoca la proliferazione cellulare causata normalmente dagli estrogeni.

Alla luce di quanto detto quindi la cimicifuga racemosa è consigliata per combattere i disturbi della menopausa e in particolar modo le vampate, la secchezza vaginale, la mancanza di libido, l’eccessiva sudorazione, l’insonnia e gli sbalzi d’umore. Questa pianta potrebbe contrastare la sindrome premestruale, il disturbo disforico premestruale, la sindrome dell’ovaio policistico e ridurre i fibromi. Tuttavia ricordiamo che le prove scientifiche a sostegno di questi benefici sono ancora al vaglio dei ricercatori.

Quando prendere la Cimicifuga?

La menopausa è una stagione della vita del tutto naturale che necessita però di qualche attenzione in più. Il passaggio dall’età fertile al climaterio espone la donna a una serie di disturbi sia fisici che emotivi che possono turbare il benessere della vita quotidiana. Le vampate di calore, ad esempio, non sono soltanto fastidiose ma, soprattutto quando sopraggiungono di notte, possono disturbare il riposo e provocare ansia e palpitazioni. La Cimicifuga può rivelarsi un ottimo integratore per aiutare la donna a recuperare un’eccellente qualità di vita.

La prima cosa da fare è instaurare un dialogo sereno e sincero con il proprio ginecologo per risolvere qualsiasi dubbio o perplessità che riguarda questo periodo così particolare. Sarà proprio il curante a indirizzare o meno verso l’utilizzo della cimicifuga. Assunta alle dosi prescritte dal curante, aiuta a contrastare sia i disturbi vasomotori della menopausa sia quella instabilità emotiva che mette a dura prova la pazienza di ogni donna. Questa pianta inoltre agisce, seppur indirettamente, sulla sfera sessuale perché combatte efficacemente la secchezza vaginale, tipica di questo periodo e causata dal brusco calo degli estrogeni.

L’estratto secco, ricavato dal rizoma e dalle radici, è disponibile in compresse, capsule e gocce.Tali preparati sono da preferire, ad esempio, agli infusi a base di Cimicifuga che contengono una quantità variabile e non controllata di principi attivi. Le dosi e le modalità di assunzione devono essere concordate con lo specialista. L’effetto, solitamente, si manifesta dopo poche settimane dalla prima assunzione.

Controindicazioni della Cimicifuga

L’estratto di Cimicifuga è ben tollerato. Tuttavia, in alcuni casi, l’assunzione potrebbe provocare disturbi gastrointestinali, mal di testa, vertigini, un lieve arrossamento cutaneo. Gli effetti collaterali, di norma, scompaiono con l’interruzione del trattamento.

Questa pianta è sconsigliata in caso di problemi epatici, nel corso di terapie ormonali a base di estrogeni chimici o fitoestrogeni e durante la gravidanza e l’allattamento.

È necessario richiedere il parare del medico curante prima di assumere qualsiasi preparato a base di Cimicifuga.

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